martedì 15 maggio 2012

Macao, Il Giornale e la doppia k sgombrata

Per capire cosa in questi dieci giorni Macao abbia tirato fuori dal ventre molle di Milano è sufficiente confrontare alcuni pezzi de Il Giornale.
Il 7 Maggio nell'articolo dal sobrio titolo Dopo il blitz alla Torre Galfa gli "okkupanti" minacciano: vogliono il cinema Manzoni, e sobrio sottotitolo "Incassata la solidarietà dell’assessore Boeri i "lavoratori dell’arte" puntano al teatro (gallery). Da Lambrate a via Arbe: 16 stabili in mano ai compagni", Chiara Campo scrive di "quelli che si autodefiniscono i Lavoratori dell’arte e dello spettacolo" e non usa il termine "okkupanti". Nel titolo e sottotitolo, venendo incontro alle aspettative del lettore de Il Giornale, si usano le virgolette su lavoratori dell'arte per denotare come non siano davvero lavoratori e non facciano davvero arte. Mentre quelle per okkupanti segnalano la grafia parodico-antagonista, di grande simpatia e squisita originalità.
Il giorno dopo Campo rilancia con I radical chic benedicono Macao, il grattacielo occupato e tax free, dove troviamo, questa volta nel testo, gli occupanti akkappati (ma senza le inutili virgolette) e i lavoratori dell'arte debitamente virgolettati. Entra alla grande anche la narrazione compagni sì, ma intanto guadagnano un pacco di soldi e non pagano le tasse in un brano memorabile:
Ma «Leoncavallo spa» ha fatto scuola per oltre vent’anni. E il Macao, vista la posizione centralissima e il tam tam, può diventare un business ricchissimo (e tutto tax free) per i «precari dell’arte». É già diventato di moda tra i radical chic.
Non sono abbastanza esperto degli scritti di Chiara Campo per motivare i due nuovi virgolettati, presumo però che Leoncavallo spa sia di segno opposto rispetto a lavoratori dell'arte, denunciando come, in spregio all'autodefinizione (direbbe la giornalista) di centro sociale, il Leoncavallo sia a tutti gli effetti un'azienda, e pure molto florida, grazie al tax-free, naturalmente. "Precari dell'arte" dovrebbe invece segnalare come non siano davvero precari perché i "lavoratori dell'arte" non sono davvero artisti e non sono davvero lavoratori, nemmeno della sottospecie precari. Mentre, lo si sarà capito, i radical chic sono proprio loro, senza virgolette, riconoscibilissimi e antipaticissimi (con dolore rilevo che nel pezzo mancano l'amata espressione gauche caviar e gli obbligatori riferimenti al comunista Aragon ospite del visconte mecenate de Noailles).
Il 10 Maggio la "Redazione" scrive Gli okkupanti della Torre Galfa: «Il sindaco ci difenda dallo sgombero» dove i radical chic ce li mette una dichiarazione di De Corato e i lavoratori dell'arte sono solo apparentemente svirgolettati. Il testo parla infatti di collettivo dei Lavoratori dell'arte, che sarebbe ottima cosa se non vi fosse la maiuscola, a indicare come qui Il Giornale stia semplicemente riportando l'autodefinizione (direbbe Campo) ricordata sopra.
Oggi, 12 Maggio, a Torre Galfa sgombrata dalle forze di polizia sgombrano pure le doppie k di okkupanti da titolo, sottotitolo e testo di Sgombero alla Torre Galfa Assemblea fuori da Macao, successivamente rinominato Sgombero alla Torre Galfa, Pisapia cede agli occupanti: "Vi doneremo l'ex Ansaldo", a firma di Andrea Castellari. Gli occupanti, nell'ultima versione, vengono nominati ben cinque volte con la normale grafia. I lavoratori dell'arte, con virgolette e pure senza, scompaiono invece del tutto.
Rimane Pisapia, che cede.
Rimane pronta per la prossima occupazione la doppia k, che fa tanto plumbei anni Settanta.
Rimane tutto quello che (non) deve rimanere, pur di continuare a ignorare che qui di lavoro, arte, lavoratori dell'arte e ambiente come bene comune proprio si parla e si tratta.

5 commenti:

  1. Mi chiedo se Macao è la soluzione reale o è l'ennesimo passaggio per far percepire i creativi come una banda di fricchettoni mac-muniti.
    Magari dalla provincia toscana non ci vedo bene.

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    1. Chissà, tutto può essere. Io ci vedo ancora peggio. Ma buone idee sembrano essere in circolo: http://www.vice.com/it/read/le-cose-di-virginia-macao

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  2. I toni allarmisti e l'uso di un plurale asettico e sempre de-personalizzante ("i radical-chic", "i comunisti", "i sovversivi", "i no-tav", "i terroristi"), che al Giornale(?) vengono usati in quantità industriale, mi rievocano sempre la stessa immagine: quella di una vecchina di paese che a cicli alterni monita contro "i videogiochi", "i fumetti", "le motociclette" o più semplicemente il "Rock 'n' Roll".

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  3. Entrare nei meriti e controbattere ad esempio all'osservazione riguardante l'effettivo volume di denaro esentasse che gira negli stabili occupati? Oppure appunto ci si ferma alle virgolette e alle doppie k e non si bada agli spunti?

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  4. Ah scusate, pensavamo che il web fosse libero: invece è necessario attendere l'approvazione del commento per potersi esprimere :)

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