Perché ho letto il fantastico pezzo di Charlie Brooker sul Guardian (When the Daily Mail calls rightwingers stupid, the result is dumbogeddon) e voglio vedere se il meccanismo funziona sempre. Perché il Mail è il quotidiano web più letto al mondo e c'è solo da imparare. Perché oltre a essere il più letto al mondo è anche uno dei pochissimi ad avere un piano di sviluppo economico con (probabili) ottimi profitti in vista e quindi è un modello da studiare. Perché è il quotidiano che amo odiare.
Partiamo dall'ultimo punto. Spesso non riesco fisicamente a finire un articolo del Mail. Ieri sera avevano in evidenza un'antilope appena nata che va in braccio a un leopardo, sulle prime quieto e persino amichevole. E poi... Non linko il pezzo, fa venire da piangere come Bambi raddoppiato da Il cucciolo. Dico solo che l'ultima foto ha questa didascalia: "Il leopardo alla fine si annoiò e ammazzò il piccolino, che aveva solo poche ore di vita".
Ora io sono amante della pace e della natura (e ne comprendo le leggi), ho un sacro rispetto del mestiere di fotoreporter e giornalista (e ne comprendo le leggi), però appena chiusa la pagina mi è venuta una voglia irrefrenabile di: 1) prendere l'aereo, andare in Sudafrica, menare il leopardo (guadagnati la pagnotta da predatore serio!), menare il fotoreporter (potevi, dovevi fare qualcosa, testa di coccodrillo!); 2) risalire sull'aereo, andare a Londra, menare il giornalista che ha scritto il pezzo (firmato con generico "Daily Mail Reporter"), il responsabile delle didascalie e tutti gli altri coinvolti nella pubblicazione di cotanto schifo; 3) indagare con metodi sbrigativi se (come sospettano alcuni commentatori) l'incontro sia stato allestito, ovvero si sia mandata la baby antilope, magari nata in cattività, in braccio al leopardo; 4) In caso affermativo procedere contro i responsabili tutti alla fase "furia del berserker".
Ovviamente il Mail se ne fotte della mia indignazione, o meglio non se ne fotte per niente perché sommata a quella di diecimila (centomila ecc.) altri come me serve comunque al quotidiano (infatti ne sto scrivendo, infatti voi andrete ad aprire quel giornale e forse quel pezzo). Nello stesso modo non se ne fotte della mia approvazione e dei diecimila come me quando denuncia un combattimento di cani forse sponsorizzato da Heineken. Perché il Mail non è nel business della crudeltà verso gli animali, ma in quello delle pagine viste e degli annunci pubblicitari venduti (e altre "strategie di monetizzazione").
Risaliamo quindi al secondo e terzo perché. Il Mail, con un investimento contenuto rispetto al prodotto (25 milioni di sterline) e confezionando una "bestia a basso costo e leggera", sta ottenendo risultati strepitosi. Al contrario del Guardian, che gli sta in sin troppo perfetta contrapposizione, è persino riuscito a imporsi negli USA con una sezione Showbiz seguitissima e messa su col solito sparuto attivissimo staff.
Martin Clarke (DMGT Publisher) ha inoltre ben chiaro il rapporto tra il suo giornale e "il resto del web" (si noti come il giudizio si estenda anche alla "viralizzazione" sui social media):
Si dice talvolta che il Mail Online 'insegue click'. Lo facciamo, ma non su Google o Drudge - Non si può costruire un business attorno a loro. [...] Le storie che portano gli utenti a fare click sono quelle sulla nostra home page, sono le persone che hanno la dipendenza [addicted to] dalla nostra homepage a guidare la nostra crescita.Ci manca solo il primo punto, la vivace intelligenza e scrittura satirica di Charlie Brooker:
Curiosamente, la versione online del Mail è diventata un successo facendo il contrario di ciò per cui si loda Dacre [il direttore del Daily Mail cartaceo è lodato perché "sa cosa vogliono i suoi clienti, e glielo vende"]. Il Mail online ha successo fornendo senza rimorso quantità industriali dell'esatto contrario di ciò che un lettore tradizionale del Mail vorrebbe leggere: storie spumeggianti di giovani donne spensierate che si divertono. Kim Kardashian o Kelly Brook "mostrano le loro curve" in una selezione di abiti stretti ancheggiando per i fotografi e di questo non frega proprio niente a nessuno, escluso che al Mail Online, condannato a ospitare le immagini, e ai lettori del Mail, che si riversano a migliaia e lasciano messaggi dove affermano di non essere per nulla interessati alla storia che stanno leggendo e commentando.Il Mail online capisce come funziona la lettura e il coinvolgimento del pubblico sul web. Come funziona con la bellona di turno sotto i riflettori e pure con l'animale in pericolo, la giovane morta di anoressia, i ragazzi all'assalto del McDonald's, il padre che ammazza moglie e figlia e poi si spara senza successo (ovviamente il Mail ti spara la foto della sua faccia tutta ricucita).
Charlie Brooker è magistrale, dimentica di dire una cosa sola, ma cruciale: il gruppo di lettori del Mail è il più numeroso al mondo.

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