Ragazzo di 16 anni, è stato dichiarato morto dopo essersi masturbato 42 volte senza fermarsi, l’increscioso incidente è accaduto nella città di Rubiato, nella regione di Goiás, in Brasile, così come riportato dal sito hiphopwired.com.La notizia mi risulta un poco sospetta. Sul tema ho infatti una certa mano e parlo per esperienza personale, sono cose che, letteralmente, ho vissuto sulla mia pelle. Posso quindi assicurare che intorno ai 16 anni quei numeri non mi facevano paura e in ogni caso è dato incontroveribile che il mio corpo maschile adolescenziale sia stato fortificato proprio grazie a una severa e costante pratica masturbatoria pluriennale.
Ooops. Mi sto facendo prendere dall'argomento, a me carissimo, e forse cito un caso singolo un poco estremo, in ogni modo la notizia del morto di seghe pare inaffidabile, anche perché come fonte giornalistica un sito italiano che si chiama "SuperMaracas Le news più strane: notizie strane, curiosità e stranezze dal mondo" non riesce molto autorevole, tanto più se riferisce di seconda mano dall'ugualmente dubbio hiphopwired.
Su Twitter si scatena quindi un acceso dibattio tra me, Umbe e Dona, Adrianaaaaaa e Wu Ming, dove vengono formulate varie ipotesi d'interpretazione e debunk. Particolare successo riscuotono queste due:
- E' un fake uscito da ambienti clericali come monito estremo e chiamata alle armi, una sorta di aggiornamento e sovraccarico sul "diventi cieco" (Umbe e Dona)
- E' un omaggio scherzoso a The Hitchhiker's Guide to the Galaxy di Douglas Adams per l'uso dell'"onnisemico numero 42" (Wu Ming; vedi Wikipedia o, ancora meglio e più divertente, leggi Adams se il riferimento ti sfugge)
A questo punto, complice l'ora di pranzo, il giro di tweet sulle seghe si trasforma in simpatico cazzeggio, ad es. più volte riaffermo che è un assurdo fisico: con 42 pippe non si può morire a 16 anni, ve lo garantisco. Ma nel mezzo di tale autobiografia, pardon volevo dire autodenigrazione, mi ricordo di essere un appassionato di curation e quindi mi volgo al luminoso esempio del curator Andy Carvin. Egli riporta e diffonde le notizie altrui su Twitter, ma le controlla pure, e le "debunka" (vd. il caso Amina, ovvero The Gay Girl In Damascus That Wasn't). Carvin è negli USA, lavora alla NPR, e nel profilo Google+ può mettere "I tweet revolutions", io sono in Italia, non lavoro manco alla Gazzetta di Lambrate, e al massimo potrei oggi aggiornare il profilo Google+ con "I tweet masturbations"; resta comunque mio dovere andare a fondo della cosa. Usando in maniera critica appunto gli strumenti Internet e Twitter.
Rintraccio la fonte hiphopwired del 4 Settembre (non linkata nell'articolo italiano) e quindi arrivo all'originale in lingua portoghese sul sito brasiliano G17, Garoto morre após se masturbar 42 vezes seguidas, non datato. Vedo dal bottone "Tweet" che la notizia è stata twittata quasi 10mila volte. E comprendo di essere giunto alla fine della ricerca.
Scorrendo qualche messaggio su Twitter scopro subito che:
- molti interpretano come vera questa storia
- molti spiegano che G17 è un sito di satira, simile a The Onion
- la verità del punto 2 non scaccia la versione "letterale" del punto 1
La notizia non è una bufala, intendendo con questo termine un pezzo giornalistico su sede "seria" tipo le "fosse comuni di Gheddafi" di Repubblica, ma uno scherzo. Un'analogia importante è però questa: come molti vogliono credere a e diffondere la "notizia" delle pippe assassine, perché troppo strana e clamorosa, così molti hanno voluto credere e diffondere la bufala delle fosse comuni in Libia, perché Gheddafi è un assassino. Nei due casi, per motivi differenti, una buona parte del pubblico di Internet ha accolto con favore quello che meglio si adattava a uno schema di pensiero, senza riguardo alla verità fattuale. Ovviamente la principale responsabilità è di Repubblica e degli altri media tradizionali nel caso di Gheddafi-fosse comuni, ma vi sono molti altri esempi in cui i rumors originano dal "basso" Twitter e si diffondono verso l'"alto" sino a raggiungere i media tradizionali e diventare "notizia". Saltando sempre il poco attraente passo della verifica fattuale, per le fosse comuni come per la blogger gay di Damasco che non era tale come per il morto di seghe. In tutti e tre i casi il "desiderio di credere" (per le motivazioni più diverse) plasma il "reale".
Ma su Internet vi sono anche i controlli critici, come qui si è dimostrato, didatticamente e giocosamente, in corpore vili. Twitter è uno strumento di informazione e verifica dell'informazione prezioso, così come è anche un ottimo canale di diffusione delle "notizie" più incontrollate e delle ipotesi più selvagge. In questo caso specifico si rischia solo una risata e qualche chiacchiera oziosa in più, con gli altri temi il danno può essere notevolissimo. Chi ora crederebbe a eventuali vere "fosse comuni di Gheddafi" e quanta fatica dovrà fare una blogger gay in Yemen per dimostrare di non essere un fake?
Twitter e in generale la "Rete" sono, molto prevedibilmente, luoghi dai confini provvisori e non sempre riconoscibili, attraversati da pulsioni e informazioni che esplodono in conflitti e "fenomeni virali". Sono uno strumento vivente, assolutamente non neutro, distorcibile con grande facilità, e però demistificabile e demistificante. Con grande fatica.
O con poca, come nel facile caso delle pippe killer che qui si è preso a pretesto. Trasformando forse una falsa mortale masturbazione fisica in una vera mortale masturbazione intellettuale (che sarebbe la tua reazione, gentile lettore, arrivato sin qui: "ma questo che seghe mentali si fa").
Ma su Internet vi sono anche i controlli critici, come qui si è dimostrato, didatticamente e giocosamente, in corpore vili. Twitter è uno strumento di informazione e verifica dell'informazione prezioso, così come è anche un ottimo canale di diffusione delle "notizie" più incontrollate e delle ipotesi più selvagge. In questo caso specifico si rischia solo una risata e qualche chiacchiera oziosa in più, con gli altri temi il danno può essere notevolissimo. Chi ora crederebbe a eventuali vere "fosse comuni di Gheddafi" e quanta fatica dovrà fare una blogger gay in Yemen per dimostrare di non essere un fake?
Twitter e in generale la "Rete" sono, molto prevedibilmente, luoghi dai confini provvisori e non sempre riconoscibili, attraversati da pulsioni e informazioni che esplodono in conflitti e "fenomeni virali". Sono uno strumento vivente, assolutamente non neutro, distorcibile con grande facilità, e però demistificabile e demistificante. Con grande fatica.
O con poca, come nel facile caso delle pippe killer che qui si è preso a pretesto. Trasformando forse una falsa mortale masturbazione fisica in una vera mortale masturbazione intellettuale (che sarebbe la tua reazione, gentile lettore, arrivato sin qui: "ma questo che seghe mentali si fa").

Per la pausa pranzo di domani proporrei di affrontare l'argomento "scaccolarsi con il mignolo durante la guida".... sei un mito, riescia fare post sulle cose più assurde e le argomenti anche... fantastico!!!
RispondiEliminaIl nuovo argomento proposto lo conosco a menadito:)
RispondiEliminaIl complimento che mi fai è graditissimo, anche se forse è un modo molto gentile ed elegante di dire che ho una morbosa inclinazione all'irrilevante e al ragionamento capzioso:)
Jumpinshark carissimo, complimenti per la "certa" mano sull' argomento, te lo dico con l' invidia di chi non ha mai raggiunto i "Level 42", nonostante l' indefesso impegno adolescenziale. Ti segnalo, se hai modo di riuscire a fare indagini in archivi giornalistici, un articolo di 15-17 anni fa di un giornale locale di Palermo, che in un breve trafiletto riportava la notizia di un giovane adepto di Onan che era stato recuperato dai vigili del fuoco (e immagino SPUTTANATO), dopo essere svenuto nel bagno nel quale si era chiuso a chiave per impegnarsi a fondo dotato di opportuni mezzi cartacei e avendo sbattuto la testa sulla cassetta del WC. In buona sostanza, era stato trovato con la fronte spaccata e coi gingilli a penzoloni. La notizia dovrebbe essere vera, c'erano le iniziali del ragazzo nell' articolo. Voci di popolo fissarono a 16 il livello raggiunto prima del calo degli zuccheri dal giovane ancorchè incauto virgulto...
RispondiEliminaScusa l' uso inesistente della punteggiatura, ma la finestrella di testo per postare i commenti è troppo piccola...ed io per ovvie ragioni (!) ci vedo poco.
Alberto B.
@Anonimo
RispondiEliminaCarissimo, grazie del commento e della notizia. So che per gentilezza d'animo sei troppo modesto nel raccontare le tue performance adolescenziali, in ogni caso oltre un certo limite prevale il fattore genetico (e quindi sarebbe ben vano per me o per te il gloriarsi).
Riguardo al giovinetto palermitano rilevo che la tristissima storia e la dinamica degli eventi paiono plausibili. Ma, come in altre consimili relazioni, il numero di turbamenti manuali è del tutto congetturale. Come fa la vox populi a fissarle a 16? Non penso che il virgulto a ogni esecuzione completata segnasse una tacca...
Riguardo al neanderthaliano box commenti ti posso solo dare ragione, è doloroso vedere come Google Blogger non corregga queste scomodità, eppure lo sforzo sarebbe minimo...