venerdì 10 giugno 2011

Scoop.it, curation service tra Storify e paper.li

Questo blog è piuttosto scatenato sul terreno del curation service e prima o poi dovrà intervenire, philosophicamente et internettamente, su questa modalità di condivisione / antologizzazione dell'informazione. Per questa volta potete stare ancora tranquilli, qui presento solo l'ennesima applicazione del ramo: Scoop.it. Ma prima è opportuno fornire una definizione operativa dell'impresa: "content curation consists in selecting interesting information and organizing it into categories / niches thanks to specific services", trad.: "la content curation consiste nel selezionare informazioni interessanti e organizzarle in categorie / temi grazie a specifici servizi informatici".
Scoop.it, nonostante il dominio, non è un sito sviluppato da compatrioti in Italia o all'estero (come Matteo Berlucchi di aNobii), anzi nel team non vi è al momento nessun italiano. Il .it serve semplicemente per un domain name hack (come goo.gl per il servizio di accorciamento link di Google), in modo da avere un "rendilo uno scoop" direttamente nel nome del sito. L'applicazione è di facile uso e quindi, esattamente come abbiamo fatto con Storify, lasciamo svolgere al video ufficiale di presentazione il compito di tutorial introduttivo (il video di Storify era però decisamente più utile realistico e hands-on).


L'esperienza che ho con storify.com e paper.li mi fa descrivere scoop.it come un incrocio tra questi due altri servizi di curation. Da Storify arrivano il motore di ricerca interno per le varie fonti e la bookmarklet (il pulsante JavaScript da trascinare sulla barra degli strumenti) che consente di integrare in un topic (questo il nome ufficiale delle "cose create con Scoop.it") una pagina web. Da paper.li viene l'impaginazione a colonne (in Scoop.it rigorosamente due di uguale larghezza), da giornale, in contrapposizione al corpo unico di Storify, e l'automazione, ovvero come il servizio per creare giornali on line si basa sulla definizione di un insieme di "flussi" (liste o utenti Twitter ecc.) che elabora in proprio, così Scoop.it, senza la periodicità definita dell'edizione, consiglia in automatico (ma non inserisce) articoli da varie fonti, definite alla creazione del topic. Se creo un "topic" su Giovanardi (politico folcloristico che non perde occasione di esternare) e definisco una serie di fonti (Twitter, Google Blogs e News, YouTube) Scoop.it mi suggerirà a ogni visita i contenuti ottenuti da questi flussi e io li potrò inserire con facilità, modificando anche il testo di commento al link (di base vengono prese le prime righe di testo). Comparabili a Storify e paper.li sono pure le funzioni social; qui posso seguire un topic, retwittare o segnalare su FB qualsiasi contenuto di esso, e, con maggiore originalità, pure segnalare link al curatore (ad es. un articolo sui referendum sfuggito a #chinonvota di @tigella).
L'incrocio tra Storify e paper.li consiste specificamente nella coesistenza in scoop.it di cura automatica (paper.li, con minime possibilità di "editing") e manuale (Storify, dove bisogna cercare ogni contenuto). Questa è, naturalmente, la caratteristica di Scoop.it che spingerà utenti dei due altri servizi a provare questo ibrido concorrente. Paper.li è un formidabile robot ma giornalista ancora acerbo e confusionario, Storify è invece fine artigiano ma troppo pigro ed esigente, pretende che ogni nuovo elemento sia inserito a mano (o attraverso la bookmarklet o con i motori di ricerca interni).
Riguardo alla temporalità (sia consentito il parolone) Storify tende a storie sempre modificabili in principio ma con un inizio e una fine definiti e uno sviluppo non troppo ampio (avrò storie sulla morte di Bin Laden ma non sui circa due anni di campagna presidenziale americana) e, naturalmente, senza periodicità prestabilita (nel senso che non impone né propone la creazione di sempre nuove storie su uno o più argomenti). Paper.li produce un quotidiano (in una o due edizioni giornaliere) o un settimanale e crea a ogni scadenza un "giornale" che, una volta approvato, rimane immodificabile e "serializzato" e apre al prossimo numero. Scoop.it si pone di nuovo a metà strada: dallo "storificatore" prende la modificabilità in principio e la non periodicità, dal "robot giornale" l'estensione indefinita nel tempo. Certo se apro un topic su Berlusconi e mi metto ad aggiungere tutti le segnalazione automatiche che ricevo, in un paio di settimane avrò un pachiderma digitale con centinaia o anche migliaia di contenuti che si sviluppano su troppe pagine e riescano di scarsa utilità pratica. Se scelgo un argomento come "recensioni notevoli di album drone metal" in un anno collezionerò qualche decina di pezzi e tutto rimarrà su dimensioni sensate (non conosco quali sono i limiti di capacità di Scoop.it, per inciso).
In questa immagine commentata in rosso segnalo alcune caratteristiche di un topic prodotto. Grazie a #chinonvota di @tigella per aver fatto da esempio.

In conclusione direi che Scoop.it limita intenzionalmente gli elementi più chiaramente "autoriali" di Storify (che tra i vari contenuti inseriti consente di scrivere testo a piacere) come pure la brutalità meccanica di paper.li (dove i contenuti vengono aggiunti in automatico e vanno tolti uno ad uno, se inappropriati). Mi pare adatto per topic non troppo estesi nel tempo (ad es. l'imminente consultazione referendaria) e non troppo generici (non ha senso un topic "Italia" in cui inserisco in automatico ogni tweet o Google News contenenti quel testo).
Chi volesse fare l'antipatico potrebbe denigrare Scoop.li definendolo una mera collezione imbellettata, e favorita da ricerche automatiche, di link riordinabili, simile ai bundles di bit.ly. Ma anche se fosse così, tali "mere collezioni" possono essere pregevolissime se curate da un bravo appassionato. Diremo quindi più onestamente che Scoop.it è uno strumento di condivisione delle conoscenze non rivoluzionario ma dalle buone caratteristiche tecniche; soprattutto, in mano a "curatori" valorosi e pazienti (e pure con un po' di mano con i nuovi media e servizi), è in grado di produrre utilissimi archivi.

2 commenti:

  1. "Da Storify arrivano il motore di ricerca di interno" ;) un "di" di troppo

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  2. @ondiz
    grazie mille, ora corretto.

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