mercoledì 5 febbraio 2014

Gentroni – Viaggi nel tempo a 5 stelle

- Presidente, la fa una partita a scopa con noi?
- Ma chi siete? Come avete fatto ad entrare?
- Non abbia paura. Siamo suoi grandi fan. Allora le va la partita? Come quella con Bearzot?
(- E Zoff.
- E Causio. Ma era Causio il quarto? Ce l’hai la foto sullo smartphone, Ro? Controlla.)
- Giovane, non ci capisco niente. Ora vi faccio accompagnare fuori e la chiudiamo qui, è meglio.
- Io e lei contro Vi e Ro, d’accordo?
- Ma perché non arriva nessuno? E in ogni caso non si fa nessuna partita. Siete nel mio ufficio e qui io ci lavoro.
(- Ale, stiamo già a 168. Questo qua spacca il gentronometro, te l’ho detto!)

sabato 25 gennaio 2014

N. e F.

N. e F.,
ovvero La struttura sprofonda,
ovvero Colorless green ideas sleep furiously e generano mostri,
ovvero Ora per andare in pari Michel Foucault risorge e riscrive a quattro mani con Fabrizio Corona "Sorvegliare e Punire" (BDSM carcerario, self-published).

martedì 21 gennaio 2014

The Wolf of Wall Street e lo tsunami a Portofino


Capisco la licenza poetica ma se sei a Portofino e devi andare subitissimo in Svizzera, la barca non ti serve proprio, a meno che tu non voglia guidarla sopra un bilico in autostrada.

giovedì 28 novembre 2013

Il Premio Scerbanenco, la voce dei lettori e la matematica di base

In questi giorni trovano ampia circolazione in rete una lettera aperta di Raul Montanari "agli organizzatori del Premio Scerbanenco, nell’ambito del Festival Noir di Courmayeur" e le successive repliche e controrepliche dell'organizzazione del premio e dello scrittore (riprodotte in una nota Facebook di quest'ultimo). Montanari lamenta con grande forza la bassa considerazione del giudizio popolare nella selezione della cinquina dei finalisti allo Scerbanenco e pure la "procedura macchinosa, grottesca, mortificante" di voto che prevede persino l'indicazione degli estremi della carta d’identità.
La pagina ufficiale del premio spiega la composizione del voto, "ponderato" tra giudizio popolare e di esperti, e ne difende la validità:

sabato 9 novembre 2013

Recensioni di film non visti

Non ho visto Gravity, La vita d'Adele, Sole a catinelle e il film su Matteo Renzi. Posso quindi scriverne serenamente: i miei pregiudizi non sono stati messi alla prova dai fatti e non hanno dovuto rinforzarsi in rilancio.

Gravity
Ci sono due che parlano nello spazio. Questo è innovativo e profondo e fa film d'autore.
Certo succedono un sacco d'altre cose (il film dovrebbe essere un thriller), però 'sta roba che i due parlano come in un prato di Rohmer o in una chiesa di Bergman mentre fluttuano nello spazio spacca.
"Agli scienziati non piace, perché un'opera che si chiama Gravità e poi non la rispetta sembra uno scherzo troppo greve": questo va segnalato nella recensione, così lo spettatore comune pensa "mihh scienziato che palle sei, ma rilassati e goditi il film". Per lo spettatore comune si attende versione con Bullock e Clooney nello spazio senza tuta e casco, così per andarci a dirci "mihh che palle sei, ma rilassati e goditi il film".

martedì 5 novembre 2013

Dizionario di giornalismo e new media

Blogger
- secondo Franceso Merlo: parassita cupo che traffica con le parole. Si riconosce perché somiglia agli altri "blogher cupi" come lui.
- secondo BNL: giovane disoccupato con connessione Internet ansioso di ottenere un prestito, solitamente per comprarsi l'Harley, ma anche per vitto e alloggio. Non è cupo, nonostante la barba. Ha idee sul futuro ancora adolescenziali, e paradossalmente già fuori tempo massimo: a vent'anni o sei già motociclista o non lo sarai più.
[Nel colloquio per la concessione del prestito ti consiglio di rispondere a ogni domanda volta a certificare la tua affidabilità finanziaria con il perentorio "sono un blogger, non sono paziente, sarò un motociclista".]

martedì 29 ottobre 2013

Il giornalismo digitale e il Manifesto reloaded

Il 31 Ottobre 2013 si chiude la "campagna di autofinanziamento per il nuovo manifesto digitale" (Il Manifesto reloaded).
***
La maggior parte dei quotidiani in edicola il 20 Ottobre era allineata in una descrizione del #19O come inquietante prova di becera violenza: tra la "guerriglia" di Repubblica (e Avvenire e Messaggero) e il "Marci su Roma" di Libero non vi era quasi differenza (vedi le prime pagine qui). Il Manifesto descriveva la manifestazione in modo molto diverso, come si comprende già dalla prima pagina riprodotta sotto e dal pezzo di Roberto Ciccarelli ripubblicato su milanox.

Qualche giorno dopo Giovanni De Mauro commenta amaramente per Internazionale:

domenica 27 ottobre 2013

Corsivo d'avvicinamento renziano sofferto con distinguo e moniti vari

[Variazione su Michele Serra, Amaca del 27/10/13.]
Il fatto che stiano diventando quasi tutti renziani non è un buon motivo per votarlo. Ma non è neanche un buon motivo per non votarlo. Tanto va la gatta alla Lepolda che ci lascia lo zampino non vuol dire: c'è sempre lo zampino del diavolo, che fa le pentole ma non i coperchi, e chi rompe le paga però i cocci sono suoi. Se tutti salgono sul carro del vincitore e però devono scendere a spingerlo, non vuol dire: ma perché non si mettono quattro buoi dei paesi tuoi davanti a 'sto carro? o ancora meglio non "si potrebbe andare tutti quanti" (Jannacci-Jannacci) in treno? So bene che la Leopolda non è più una stazione ferroviaria, ma se rosso di sera bel tempo si spera non vuol dire... insomma avete capito.